Olimpia il grande reset: un coach ancorato a una pallacanestro che non esiste più?

(di CARLO FABBRICATORE). L’Olimpia esce mestamente e malamente dalla possibilità di qualificarsi per la fase finale di EUROLEAGUE suscitando molti spunti di riflessione:
1) Olimpia: un Club di pallacanestro oppure un brand?
2) L’allenatore allena e i dirigenti dirigono altrimenti si rischia di non avere responsabilità definite.
3) Scouting nettamente insufficiente.
4) Gli infortuni hanno colpito quasi tutte le squadre di Euroleague ma sembra che l’Olimpia sia
quella che abbia avuto maggiori problemi nel gestirli.
5) La difesa che doveva essere il marchio di fabbrica ha toppato nel momento del dentro o fuori.
6) Troppi giocatori hanno reso meno di quanto era lecito aspettarsi.
7) Le rotazioni soprattutto degli italiani sono state deficitarie.
8) I giocatori hanno perennemente la faccia spaurita.
9) Non regge la scusa dei troppi impegni.
10) Giocatori accantonati e rimasti nell’oblio.
11) La perenne mancanza di una “mente” in campo. Perché abiurare il playmaker?
12) La scelta di schierare solo un centro di livello Euroleague si è rivelato un azzardo con risultati
catastrofici.
13) La poca solidità difensiva delle guardie doveva essere prevista.
14) Nessun cambio all’altezza di Shields pur conoscendo la sua la fragilità fisica.
15) Mirotic giocatore ottimo ma avanti con l’età e anche lui senza reali alternative.
16) Allenatore troppo vincolato a dogmi personali e ancorato a una pallacanestro che non esiste più.
17) La Bosman ha cambiato i rapporti di forza tra giocatori e club.
18) Non si possono scaricare sempre le responsabilità delle sconfitte sui giocatori.
19) Una squadra che ha sbagliato quasi tutte le partite decisive per eccessiva emotività.
20) Sprecare le risorse importanti messe a disposizione dalla proprietà in questo modo è
inqualificabile.
21) È necessaria una riflessione profonda e serena sulle disfatte degli ultimi anni.
22) L’Olimpia gioca per competere non per partecipare.
23) Tutto inizia e tutto finisce bisogna avere il coraggio di ammetterlo.
24) ...
Potrei continuare ma preferisco fermarmi.
Il più grande errore potrebbe essere quello di non fare nulla per resettare una situazione che
potrebbe diventare ingestibile.
W la Pallacanestro
Carletto Fabbricatore