Lega A - Scandone Avellino, l'autoretrocessione in A2 dietro l'angolo

Giorni convulsi nella galassia De Cesare, che non ha neppure presenziato al CdA della Scandone Avellino. La Sidigas è alle prese con una dichiarazione di fallimento, dopo che la controparte in una controversia aveva già ottenuto il pignoramento di quote societarie dell'Avellino calcio. Contenziosi forse snobbati che affiorano e pesano tutti insieme come macigni in Tribunale. Per la Scandone, invece, si tratta di dimostrare con i fatti di aver provveduto a regolarizzare con opportuna rateizzazione i debiti non onorati con l'Agenzia delle entrate e così rientrare nei parametri per l'iscrizione al campionato 2019-20 che altrimenti resterà zoppo con 17 squadre. Si paventa come extrema ratio anche la possibilità di autoretrocedersi in A2, dopo 19 stagioni consecutive nel massimo campionato piuttosto che correre il rischio di sparire dal panorama cestistico nazionale. Si scrive oggi di debiti pendenti per circa due milioni di euro, di cui uno indispensabilmente da trovare per il 12 luglio.