Elijah Mitrou-Long: "Sin da subito mi sono sentito benissimo qui a Varese"

Elijah Mitrou-Long: "Sin da subito mi sono sentito benissimo qui a Varese"
© foto di Arioli/Ciamillo

Il suo apporto da 11 punti e 6 assist in 24 minuti è servito alla Openjobmetis Varese per superare la Givova Scafati, così il playmaker americano naturalizzato greco Elijah Mitrou-Long è stato protagonista della rubrica LBA “5 domande a...”
Dopo la vittoria cruciale ottenuta contro la Givova Scafati nel weekend e il successivo sorpasso in classifica, quali sono le tue sensazioni riguardo il finale di stagione?
Le mie sensazioni e le nostre sensazioni non cambiano quando si tratta di raggiungere l'obiettivo che ci siamo prefissati e quando si tratta di ciò che il coach sta provando a costruire con questa squadra. Dobbiamo sicuramente migliorare in difesa, perché quando iniziamo ad essere aggressivi nella metà campo difensiva, questo ci porta a girare meglio anche in quella offensiva. Nelle ultime partite che abbiamo giocato però non si sono visti solo i miglioramenti, ma anche una maggior consapevolezza dei mezzi che abbiamo a disposizione. Tutto questo ci ha fatto capire di poter competere contro qualsiasi avversaria e che il nostro status è quello di 'underdogs', perciò come tali dobbiamo essere pronti e concentrati in tutte le partite che giochiamo.

Sei arrivato a Varese nel bel mezzo della stagione, ma è sembrato fossi parte della squadra fin dall'inizio per come ti sei inserito alla perfezione nei meccanismi. Che tipo di rapporto sei riuscito a costruire con i tuoi compagni di squadra e come ti sei adattato allo stile di gioco voluto da coach Ioannis Kastritis?
Sì, anche i miei compagni di squadra hanno detto che è come se ci fossi sempre stato. Personalmente, per il tipo di persona e di giocatore che sono, questo mi fa davvero piacere. I ragazzi mi hanno fatto sentire parte del gruppo fin da subito e per questo motivo, io mi sono sempre sentito parte del roster, tanto nella vittoria quanto nella sconfitta. Ho un rapporto di sincero rispetto con loro, con l'allenatore e voglio lavorare sodo con tutti quanti per centrare l'obiettivo finale, poggiando solide basi per quest'anno e per l'avvenire.

Parlando di Varese come città, in che modo ti hanno accolto qui gli abitanti e i tifosi? Tuo fratello Naz, che ha disputato qui un paio di stagioni con Brescia e Milano, ha contribuito nella tua scelta di venire qui in Italia?
I tifosi qui sono clamorosi! Stiamo avendo una stagione difficile, ma loro sono sempre pronti per venire al palazzetto e farci sentire tutto il loro sostegno. Loro credono in noi, credono nei ragazzi che indossano questa maglia e soprattutto credono nel progetto costruito da questa società. Sì, sicuramente mio fratello ha contribuito nella mia scelta di venire a giocare qui in Italia, ma non è stato il solo. Conosco alcuni ragazzi che giocano in questo campionato e altri che sono venuti qui a fare esperienza e tutti loro mi hanno parlato di quanta considerazione ha la vostra Serie A in giro per l'Europa. La strada fatta da mio fratello è diversa rispetto a quella fatta da me, però in un certo senso ci sono sempre stati tanti piccoli dettagli che hanno unito le nostre carriere in un modo o nell'altro.

Tu e Naz siete due giocatori professionisti che si sono fatti strada in questo mondo: quali sfumature e quale influenza ha avuto nella vostra crescita questa passione condivisa?
Personalmente, il nostro rapporto va oltre il gioco. Non importa quali sforzi compiamo o quali obiettivi raggiungiamo nel nostro lavoro, abbiamo vissute tante esperienze nella nostra vita che hanno reso il nostro rapporto quello che è oggi. La pallacanestro, però, è qualcosa che si è andata ad aggiungere alle nostre vite, dimostrando l'esistenza di Dio e la consapevolezza del suo operato. Questo perché ho potuto sempre tenere aggiornato mio fratello sulle esperienze vissute da questa parte dell'Oceano e viceversa, lui ha potuto fare lo stesso con me, condividendo ogni momento di questo lungo viaggio. Tutto ciò ci ha aiutato e ci aiuta tutt'ora a goderci i momenti di gioia e superare quelli più difficili.

Chi è Elijah Mitrou-Long fuori dal campo? Hai qualche hobby o qualche talento nascosto di cui ti piacerebbe parlare?
Sono un ragazzo che ama tenere un basso profilo. Mi piace passare del tempo a casa per rilassarmi, fare qualche passeggiata con il mio cane e giocare ai videogiochi di tanto in tanto. Sicuramente camminare è una delle cose che mi piace fare di più, poi provare qualche nuovo ristorante perché adoro il cibo, ma sostanzialmente preferisco condurre una vita semplice e rimanere riservato.