Olimpia, Messina: «Tanto affetto dalla gente che capisce il momento e ci è vicina»

10.04.2025 10:14 di  Iacopo De Santis  Twitter:    vedi letture
Olimpia, Messina: «Tanto affetto dalla gente che capisce il momento e ci è vicina»
© foto di Ciamillo

Nell'intervista rilascia a Luca Chiabotti su La Repubblica, coach Ettore Messina oltre che a parlare di mercato confermando le recenti voci, ha fatto anche il punto sul momento in casa Olimpia Milano dopo l'uscita dalla EuroLega e la serie di sconfitte consecutive. “La squadra non è più stata brillante né fisicamente, né mentalmente. Determinate gare avremmo potuto e dovuto vincerle anche se menomati, non lo abbiamo fatto quindi siamo giustamente criticabili e giustamente dispiaciuti. Però abbiamo sempre usato bene il periodo che precede i playoff italiani, con una sola partita alla settimana, per recuperare e rimettere i giocatori nelle migliori condizioni per competere.”

Tanti problemi durante la stagione. “Non solo gli infortunati: Mirotic e LeDay non si lamentano, ma uno col ginocchio e l’altro per la spalla, hanno fatto spesso lavoro differenziato, si sono allenati di meno con la squadra anche perché sono stati quelli più spremuti durante la stagione. E Mannion non ha saltato una partita, con un utilizzo reso più gravoso per i problemi di Dimitrijevic. Nebo? È banale dirlo, ma averlo in campo fa bene a tutta la squadra. Un pivot, che ‘rolla’ con la sua aggressività verso il canestro, costringe le difese a chiudersi e dà un metro in più di spazio ai compagni. Abbiamo mascherato la sua assenza con l’abilità e la sintonia di Mirotic e LeDay nel giocare assieme, ma alla lunga gli avversari prendono le contromisure".

Messina parla anche delle critiche. “C’è una parte di persone scontente e lo manifestano, a volte, anche un po’ oltre le righe, poi c’è il mondo dei social che, francamente, non seguo anche perché mi sembra che lì non ci sia pace per nessuno. Però c’è tantissima gente che è assolutamente affettuosa con me e la squadra, capisce il momento e ci è vicina, come chi è venuto a Bologna e a Reggio.”