A2 - Valtur Brindisi, tra infortuni e una sconfitta prevedibile

27.02.2025 17:00 di  Michele Longo   vedi letture
A2 - Valtur Brindisi, tra infortuni e una sconfitta prevedibile
© foto di New Basket Brindisi

La fatal Verona è stata un’espressione usata molto spesso nel mondo del calcio, ma ieri lo è stata anche per la Valtur Brindisi che, sconfitta per 82-63, ha interrotto la striscia di sei vittorie consecutive proprio sul campo della Scaligera. La partita è durata poco più di un quarto, ma era anche abbastanza prevedibile in quanto la carta degli imprevisti, nel Monopoli della stagione brindisina, è stata nuovamente pescata. L’ennesimo infortunio di Vildera, che starà fuori circa un mese, è stata una mazzata terribile nel momento migliore della stagione, a cui si è aggiunta la notizia dell’operazione di Niccolò De Vico che, come si pensava, ha finito la stagione. Brindisi ha dimostrato miglioramenti, gioco di squadra e tanto cuore, ma non è abbastanza per sopperire ad assenze tanto importanti. A Verona i biancoazzurri si sono presentati in 8, con 3 giocatori (Fantoma, Arletti e Del Cadia) che, per quanto siano migliorati molto, sono poco più di rookie nella categoria. Inoltre Verona è una squadra molto fisica, atletica, caratteristiche con cui il roster brindisino si accoppia decisamente male. Insomma se già vincere a Verona senza De Vico sarebbe stata un’impresa, farlo anche senza Vildera era semplicemente impossibile.

L’assenza del centro si è fatta sentire terribilmente su entrambi i lati del campo ed è anche una risposta a chi lo ha criticato nei mesi scorsi. Un centro come Vildera quando c’è si vede poco, ma quando manca lascia un vuoto incolmabile. Il suo lavoro sporco in difesa e sotto i tabelloni lo rende semplicemente insostituibile in questa squadra, è una pedina fondamentale nel sistema di coach Bucchi e soprattutto un perno che sposta in modo significativo le scelte difensive degli avversari.

GLI ESTERNI IN DIFFICOLTA’ – Senza Vildera e con il solo Del Cadia nel ruolo di centro, Verona ha giocato in modo molto simile a quanto fatto da Trento contro Milano nella finale di Coppa Italia: pressione costante e asfiddiante sugli esterni, con degli show ben fatti sul pick ‘n roll, cambi difensivi continui e tanto fisico. Proprio il fisico che era stato un fattore nella gara di andata, lo è stato anche in quella di ritorno con i brindisini che hanno pagato la differenza di stazza e hanno sofferto in qualsiasi momento della partita. La mancanza di un bloccante di livello come Vildera, abile sia sul pick ‘n roll, sia sui blocchi di contenimento per i tiratori in uscita dai blocchi, si è fatta sentire e ha privato Brindisi di molte delle soluzioni offensive viste nelle ultime partite. La difesa orchestrata da coach Ramagli non si è mai preoccupata di chiudere il roll dei lunghi brindisini, del resto il pericolo non veniva da lì, ma dagli esterni in grado di creare vantaggio e tiri con spazio. Innanzitutto hanno tolto il pick ‘n roll, sia centrale che laterale, a Calzavara, togliendoli quel tiro da tre dal palleggio che è stata una costante negli ultimi 2/3 mesi. Non solo, l’aggressione alta gli ha tolto anche la possibilità di penetrare e, quelle poche volte in cui ci riusciva si è sempre scontrato con l’aiuto del lungo di turno, non troppo preoccupato dai centri brindisini. Ricordate Brindisi-Fortitudo, con Bolpin che libera Calzavara da tre andando a coprire Vildera sul taglio di Radonjic e conseguente aiuto di Freeman? Ecco, ieri la difesa di Verona non si è minimamente preoccuata di coprire i lunghi brindisini, restando ben ferma sulle linee di passaggio verso gli esterni. Lo stesso è successo con Brown (1/9 al tiro, 3 perse e -8 di valutazione) che non è mai riuscito a entrare in partita, in quanto sempre aggredito alto dagli esterni veronesi. Identico discorso per Ogden, sempre raddoppiato sia in post che sullo short roll sulla linea dei liberi. La difesa di Ramagli ha scommesso su Del Cadia (che non a caso ha chiuso con una doppia doppia da 11 punti e 11 rimbalzi), scegliendo lui come uomo da lasciare libero quando c’era da aiutare o da raddoppiare su bocche di fuoco decisamente più temibili.

RESISTENZA VANA – Brindisi è partita male, tanto che è stato quasi un affare chiudere il primo quarto sotto di soli 5 punti. Ha poi giocato un secondo quarto gagliardo, in cui è stata anche in vantaggio e ha creato non pochi problemi a Verona fino a pochi attimi dalla fine del tempo, quando due triple di Copeland e Bartoli hanno creato quel gap che poi si è rivelato decisivo. Un 6-0 devastante che ha portato il vantaggio di Verona in doppia cifra e ha di fatto chiuso la partita. Se la carenza di lunghi è stata un minus importante in attacco, lo è stata ancora di più in difesa, non tanto a rimbalzo o in termini di punti concessi (fatta esclusione per Esposito), quanto per la circolazione di palla resa facile da continui up&down. Gli esterni brindisini, già in svantaggio fisico, sono sempre stati lasciati soli contro le penetrazioni di Palumbo, Penna e Copeland. La bidimensionalità di Esposito ha spesso liberato il pitturato, lasciando i difensori brindisini in balìa delle scorribande degli esterni veronesi, senza poter contare sull’aiuto dei lunghi. Bucchi ha provato a mettere una pezza con una zona fatta molto bene che ha messo un po’ di sabbia negli ingranaggi degli scaligeri, ma dopo delle difficoltà iniziali Ramagli ha capito come attaccarla sempre con Esposito, abile a salire sul gomito e prendere vantaggio.

RADONJIC RINNOVA – Quasi a sorpresa è arrivato il comunicato della Società in cui si annuncia il rinnovo di Tosho Radonjic, giocatore serio, con grande spirito di squadra che in questa stagione ha ampiamente dimostrato di essere all’altezza dei compiti richiesti. Con questa firma Brindisi inizia a porre le basi per la prossima stagione e potrebbe anche essere un piccolo segnale su quella attuale. Il “qualunque sia la categoria” dichiarato dal GM Tullio Marino fa capire che nessuno ha abbandonato le speranze di promozione, ma c’è anche da fare i conti con la realtà dei fatti. Se da una parte il calendario è sicuramente in discesa con un marzo praticamente senza spostamenti (unica trasferta sarà quella di Nardò), dall’altra bisogna sempre tenere conto che in questa fase del campionato non esistono partite facili perché tutti si giocano qualcosa. Poi c’è anche da tenere conto che questa squadra ha perso due dei giocatori su ciò aveva maggiormente puntato in estate, siglando dei biennali blindati e senza uscite. Uno di questi è quello di De Vico che, come detto, si rivedrà a settembre, l’altro è quello di Vildera che è già al secondo infortunio muscolare e farà mancare il suo apporto in un momento cruciale. C’è ancora un’entrata disponibile, ma non è la volontà a mancare, quanto le possibilità. Il mercato non offre nulla, la carenza di lunghi italiani è paurosa e chi potrebbe essere disponibile a venire a Brindisi (Zerini ndr) è blindato con contratti più che onerosi. Far uscire oggi il comunicato sul rinnovo di Radonjic non va preso come una bandiera bianca alzata in anticipo, quanto come un segnale per dire che al momento non è possibile fare nulla e che la Società ha già iniziato a dirottare risorse sul prossimo anno, per farsi trovare pronta e soprattutto ripartire da una base solida e rodata che già vede cinque giocatori sotto contratto.