Olimpia Milano alle top16, le pagelle del PalaDesio

Ragland 6.5 - Dopo trenta minuti di gioco è inno alla mediocrità con 2 punti in soli 8’ di utilizzo, 0/2 al tiro e una palla persa. Comprende che i balbettamenti di Eurolega possono trasformarsi in bollatura e risponde con 5 punti in fila, colpi di pala e piccolo solco per il successo. Approssimazione generale, presenza nel giusto istante. Sostanziale.
Brooks 5 - Semaforo verde. 6 punti in 9’, con due falli conquistati e un bel +7 di plus/minus. Macchina del tempo, quarta sirena: non si arriva a 13’. E i punti, restano 6. La sensazione è che Luca Banchi stia utilizzando il bastone e la carota. La carota, Brooks, non sa neanche cosa sia: è tutta per Shawn James. Per lui, solo bastonate. Alle prime pecche difensive, con Slaughter che se lo porta a spasso con un paio di finte, ecco il botto sull’asse del lardo. Niente può essergli perdonato: il campionato è una via, l’Eurolega un’altra. Ma un insegnamento, basilare, rimane: la carota può anche essere compatimento, il bastone, esortazione. Scolaro.
Gentile 6.5 - 9 punti, 3 rimbalzi e 3 assist. Condizione approssimativa, apporto essenziale che va oltre ai numeri, anche se difensivamente Milano sta meglio senza di lui. Sono i falli di Moss, 3 in avvio di secondo quarto, a costringerlo a smettere i panni dello spettatore visti gli strascichi del mal di schiena. In una gara da passi brevi, anche lui da una spinta. Presente.
Cerella 7 - Al Bruno argentino piace l’impossibile. Anzi, il sacro. Diamantidis un anno fa si prese una bella stoppata alle spalle al Forum. Banchi, di cui tutto si può dire tranne che la miscredenza nei Dei del basket, ricorda e opera. Il risultato, 16’ di puro amore per il gioco: +4 di plus/minus, basta questo. Aritmetico.
Melli 6 - Una vita sulle montagne russe. Che passa per accelerazioni vertiginose e brusche frenate. Il giovedì del PalaDesio regala l’ennesimo rallentamento. Eppure, visto il finale, il disavanzo è tutto suo. Leggendo il libro della sua carriera, Nicolò scoprirà di essere stato decisivo nel conto pratico di un successo di Eurolega. Quella palla, tra le sue mani, non ci è arrivata per caso. Convocato.
Meacham sv - 19’’. Altro che Brooks, mondo Hackett ha la sua vittima nell’americano. Ma tutto rientra nei programmi. Non ci sono stupori. Panchinato.
Kleiza 5.5 - La sporcizia difensiva ospite, una delle tante medaglie della filosofia cestista greca, confonde il progetto di gioco milanese. E quando la circolazione di palla rallenta, il blocco non arriva, e sulla ruota del PalaDesio non esce mai il numero 11. Poco male, di questi tempi, un giovedì di serenità fisica fa sempre bene. Spettatore.
James 6 - La carota, sperando che non siano 15’ di compatimento. Anche perché sono primi di qualità nell’economia di una gara, con un secondo quarto totale e un quarto quarto più che parziale. Batista è un cliente dalle richieste troppo alte per la sua cucina, e dove non arriva il rimbalzo (3 per lui, 28-41 il disavanzo totale) ecco la stoppata. C’è la volontà, ma la sostanza… Aleatorio.
Hackett 7 - Segna un terzo dei punti di squadra, a conferma che l’Eurolega è cosa sua. Il giusto segnale in una stagione nata disgraziatamente, pur con percentuali pesantemente sporcate (3/8 da 3, 5/9 da 2) rispetto all’ispirazione somma chiamata Bayern Monaco. La top16 è tutta sua. Messia.
Samuels 6 - Il settimo giorno, che settimo giorno non è, Samardo si riposò. Bene, per Milano, che fosse contro un Batista a mezzo servizio. Il giamaicano è centro di affidamento, di cui è complicato contare dirimpettai più prepotenti in Europa (comunque 8 punti, 3 rimbalzi e 1 stoppata). Peccato che uno di questi fosse a Desio. Garanzia.
Moss 5.5 - Il suo senso del dovere è, di per sè. testimone vincente e attendibile in qualsiasi processo. Le chiamate abitrali non gli sono amiche, segna 3 punti, ma di fondamentale importanza. Eppure non basta: Milano, con lui, chiude a -5. Tamponato.
Coach Banchi 6.5 - Racconta realtà che lui solo conosce, e vive con la stigmate di grande motivatore, e mediocre allenatore. Sia quel che sia. la sua seconda Milano è alla seconda presenza alle top16. Il tutto, come dice lui, rosicchiando sempre più la differenza dalle prime della classe (leggasi le prestazioni con Fenerbahce e Barcellona, e il successo contro il Pana). Sono fatti, non solo dati. In pù mostra un grande rispetto per i Dei del basket (16’ a Cerella) e centra la sua “medaglia europea” innalzando la rotazione. Cosa volete di più? Lucano.